Tweedot blog - Visual Key Musica e Arte

Visual Kei

Quando musica ed immagine si fondono

Cercando musica made in Japan, è facile incappare in qualche video bizzarro con cantante sfarzosamente vestito di rosso, chitarristi in giallo e blu, bassista in viola e batterista in verde.
Visual Kei, questo pot-pourri di colori è l’incontro di musica ed immagine che trova spunti nella cultura manga e anime, nel BDSM, nell’abbigliamento e nella moda (successivamente creandone altri).

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Il Visual Kei nasce in Giappone nella seconda metà degli anni ’80 prendendo a piene mani dal rock americano, dai capelli cotonati e dalle varie correnti punk e new wave europee.
Il genere si sviluppa fortemente nella seconda metà degli anni ’90, si consolidano lo stile e l’immagine delle band e al contempo la musica si espande generando varie correnti che spaziano dal glam rock al progressive metal rendendo il Visual Kei non più riconoscibile per il suond ma per l’immagine ed il look dei protagonisti.

visual kei

I promotori del movimento e coloro che hanno permesso al genere di svilupparsi dandone forti influenze negli anni, sono stati gli X Japan, originari di Chiba.

visual kei

L’idea che sta alla base è quella di unire tutti questi elementi creando un prodotto completo. L’aspetto visivo viene curato minuziosamente, i costumi di scena, il trucco, le foto, le pose, i video, sono tutti attentamente studiati attorno ad un concept.

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Negli anni si sviluppano diverse correnti, a seconda del genere musicale e dello stile scenografico adottato dalle band; per esempio il Kote Kei predilige abbigliamenti dai colori accesi, il Nagoya Kei si contraddistingue per il colore nero.

visual kei

visual key

Oltre alla cura dell’immagine, della spettacolorità delle esibizioni live e dei video musicali, il Visual Kei solitamente offre ai fan una vasta discografia curata nell’artwork, nella grafica, nei contenuti musicali ed extra, dvd, poster e gadgets più svariati.
Spesso vengono date alle stampe più versioni dello stesso album, con differenti copertine e talvolta differenti contenuti extra, al fine di invogliare il fan più accanito all’acquisto delle molteplici versioni del disco.

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Negli anni questo movimento musicale è fortemente entrato nella cultura giapponese ed è presente nella tv, nei manga, nella cultura anime, nell’abbigliamento, creando influenze e diventando fonte d’ispirazione nei vari campi.
Ritengo personalmente che per quanto questo genere non abbia aggiunto nulla di nuovo in campo musicale, ma abbia pur sempre offerto dischi di ottima qualità, ha dato una nuova concezione di musica in cui lo spettatore si siede e gode di uno spettacolo musicale/teatrale completo di alto livello. Chapeau.


TESTI © Isacco Furlan per Tweedot blog magazine. Tutti i diritti riservati.  // FOTOGRAFIE © Carl Begai – Adventures in the Looking Glass – Average Psycho – Dinosaurmilk



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